fbpx
030 3533196 - 3484397757 info@studiolieta.it

Dossier amalgama dentale

La presenza di metalli nell’organismo riveste notevole importanza dal punto di vista tossicologico. Tra le intossicazioni da metalli pesanti, particolare attenzione deve essere rivolta a quella da mercurio (Hg) dipendente da fattori alimentari, farmacologici, cosmetici e, soprattutto, dalle otturazioni dentali in amalgama.

Va comunque sottolineato come il dibattito sulla tossicità dell’amalgama ha visto, negli ultimi anni, una netta contrapposizione tra parti che dovrebbero invece, per loro natura, interagire tra loro.
Esiste una profonda frattura tra il mondo odontoiatrico e la ricerca di base, i cui studi e risultati in questo settore vengono visti dal primo come una minaccia all’attuale stato dell’arte in campo della conservativa piuttosto che come un impulso al progresso nelle tecnologie dei materiali. Comincia a delinearsi inoltre uno stato conflittuale anche tra odontoiatri e pazienti, che rivendicano il loro diritto a ricevere informazione precise e scientificamente corrette riguardo alle terapie odontoiatriche di cui sono oggetto, per le quali devono poter esprimere il consenso in maniera attiva e consapevole.
Fino a quando non esisteranno specifiche direttive della comunità europea sulla questione amalgama o disposizioni nazionali quali quelle presenti nei Paesi Nordici ed in Germania, si può ritenere che il professionista abbia totale facoltà di scelta su tutti i materiali che impiega e li adoperi sotto la sua responsabilità.
Esistono tuttavia delle indicazioni chiare da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per quanto riguarda il mercurio : l’OMS, pur non avendo in sostanza una posizione negativa sulla questione amalgama e pur riconoscendo al materiale alcuni vantaggi operativi ed economici, opta, nel suo rapporto sul mercurio inorganico, per la progressiva eliminazione di tutte le fonti di esposizione al mercurio sostituibili con altre tecnologie, motivando questo orientamento sulla base del fatto che non esiste un valore di sicurezza per quanto riguarda l’esposizione al mercurio e quindi neanche un valore considerato accettabile. In particolar modo l’OMS sottolinea che non é accettabile alcun livello di esposizione nelle donne gravide. In quest’ottica, un dato é certo e incontrovertibile : tossica o non tossica l’amalgama é e rimane la principale fonte di esposizione al mercurio nella popolazione generale.

Protocollo rimozione protetta amalgama

Il mercurio è un veleno quindi va manipolato con la massima cautela mettendo in atto una rimozione controllata/protetta degli amalgami.

E’ importante graduare il livello di trattamento terapeutico a seconda della gravità (quantità) di enucleazioni da effettuare, ragion per cui nella maggior parte dei casi si procede con la progressiva rimozione controllata/protetta delle otturazioni in amalgama.

Nei nostri studi le rimozioni vengono effettuatein una sala odontoiatrica allestita allo scopo.

Il paziente e gli operatori indossano copricapo e camici monouso.

Il medico ed il personale ausiliario indossano maschere protettive per le vie respiratorie.

Durante la rimozione:

– il paziente respira con una maschera nasale collegata ad un circuito di aereazione ad ossigeno al fine di ridurre ulteriormente il rischio di inalazione di vapori;

– poiché i vapori di Hg intaccano l’occhio e si accumulano nel sistema nervoso, gli occhi vengono protetti con una garza bagnata ed occhiali;

– si posiziona la diga di gomma sul dente da trattare ( solo su quel dente) al fine di evitare la possibile ingestione dei detriti d’amalgama.

La diga di gomma è costituita da un foglio di plastica che copre tutto ad esclusione del dente su cui operare costituendo un’intercapedine nella cavità orale. Quando l’operazione di rimozione dell’amalgama è ultimata, il foglio di plastica viene rimosso con le particelle di amalgama.

La rimozione viene effettuata con massima irrigazione: l’acqua fredda non solo riduce i vapori di Hg, ma anche l’aumento di temperatura causata dall’attrito della punta del trapano che aumenta il rilascio di Hg.

Circa le modalità di enucleazione, l’azione della fresa avviene all’interfaccia con il dente cercando di ridurre al minimo la dissoluzione dell’otturazione che deve essere rimossa senza la sua completa distruzione ma il più possibile in blocchi intatti(enucleazione).

Si utilizzano frese di piccole dimensioni al carburo di tungsteno con lame a taglio incrociato e a testa lavorante per abbreviare i tempi di rimozione, con l’aggiunta di un aspiratore complementare specifico (Clean-up) che agisce su entrambi i lati del dente.

Misure dei livelli di mercurio in bocca durante l’eliminazione degli amalgami hanno dimostrato che la concentrazione di mercurio è di 100 volte inferiore usando questo aspiratore specifico, rispetto ai normali dispositivi di aspirazione (Dip. di Biologia clinica dei metalli, Uppsala, Svezia).

Circa la tempistica più idonea essendo opportuno limitare l’esposizione acuta ad alte dosi di vapori di Hg prodotte dalla rimozione , si procede alla rimozione di una otturazione per volta intervallate da tempi di attesa di circa 60 giorni.

Solamente in caso di due otturazioni di dimensioni ridotte ed adiacenti è possibile procedere alla enucleazione contemporanea. Di fatto, quanto più lentamente si procede… tanto meglio è.

Al termine della enucleazione, dopo aver rimosso tutti i dispositivi di protezione individuale, il paziente viene fatto accomodare il più rapidamente possibile in una seconda sala, non in comunicazione con la prima ove si è operata la rimozione, per procedere all’effettuazione della nuova otturazione.

In questa fase quindi si opera in un nuovo ambiente non contaminato da vapori di mercurio.

Cos'è l'amalgama dentale

La preparazione dell’amalgama dentale si effettua miscelando una componente liquida (mercurio – Hg) con una solida costituita da fini particelle di argento ed altri metalli, tra cui stagno, rame e zinco.
La miscelazione delle componenti produce l’amalgamazione, dissoluzione delle particelle solide da parte del Hg, fino all’ottenimento di un prodotto plastico, che cristallizza formando un amalgama di metalli.
Per molto tempo si è ritenuto che l’amalgama indurito fosse materiale assolutamente inerte e stabile, in cui tutto il Hg libero viene interamente e permanentemente sequestrato all’interno di legami chimici con altri metalli, incapace di liberarsi nel cavo orale.
È stato invece dimostrato che gli amalgami dentali sono materiali instabili che determinano esposizione di Hg a lungo termine; numero e grandezza degli amalgami (1) sono proporzionali all’emissione di Hg nell’aria espirata ed all’escrezione dell’elemento nelle urine (2) 

Bibliografia: 1. Skare I., Engqvist A. – Human Exposure to Mercury and Silver Released from Dental Amalgam Restorations. Archives of Environmental Health; 1994. 49:384-394. 2. Aronsson A.M., Lind B. et Al. – Dental amalgam and mercury. Biol Metals; 1989. 2:25-30. 

Perchè è tossica

L’amalgama dentale è quindi la fonte più importante di intossicazione cronica mercuriale, per le peculiarità legate a composizione, stato fisico e variazioni in relazione ad una serie di fattori fisico-chimici che determinano picchi di liberazione.
La principale via di assimilazione di Hg liberato dalle otturazioni in amalgama è rappresentata dall’inalazione del vapore.

Numerosi fattori possono favorire un incremento di liberazione di vapori di Hg , tra cui:
rialzi termici per ingestione di cibi o bevande calde (1)
forze occlusali che si esercitano sulle superfici del restauro in seguito a bruxismo e spazzolamento
tutte le forme di bimetallismo orale, esposizione a campi elettromagnetici ad alta frequenza
variazioni di composizione e pH della saliva.

Svare et Al. (2) hanno evidenziato concentrazioni basali almeno triple nell’aria espirata in individui portatori di amalgama rispetto a quelli privi ed aumenti repentini di emissione di Hg durante la masticazione.

La caratteristica peculiare del Hg è rappresentata dalla localizzazione biologica prevalente intracellulare, con ridottissime quantità a livello mesenchimale, risultando quasi completamente assente nei liquidi biologici, non rintracciabile nel sangue e nelle urine, nelle fasi croniche (3).
Poichè l’emivita ematica del Hg inorganico è particolarmente breve, la misurazione di Hg ematico e urinario non rappresenta un efficace parametro di valutazione nelle intossicazioni croniche (4), mentre è teoricamente utilizzabile solo nelle prime fasi dopo l’inserimento e/o l’eliminazione del manufatto (5).
Il mercurio assorbito è processato metabolicamente ed in minima parte eliminato attraverso soprattutto fegato e rene(6). La maggior parte del mercurio viene trattenuto e tende a depositarsi nei tessuti come è stato evidenziato attraverso numerose sperimentazioni con traccianti radioattivi ed indagini autoptiche (7) in individui portatori di amalgami e soprattutto in dentisti.
Le sedi elettive di deposito sono il tessuto nervoso centrale (8), corteccia occipitale, bulbo olfattivo, ipofisi, organi parenchimatosi (soprattutto fegato, rene, pancreas, tiroide e tessuti ectodermici), non risparmiando – comunque – alcun tessuto od organo (9).

Quindi la presenza di un certo numero di otturazioni in amalgama nel cavo orale può portare alla liberazione di vapori di mercurio che essendo in dosi ridotte ma ripetute nel tempo non porta ad una intossicazione acuta ma bensì ad una intossicazione cronica.
Le due forme di intossicazione hanno in comune solo la sorgente tossica, mentre gli effetti sono completamente diversi.
In quelle croniche ( di interesse odontoiatrico) l’organismo avvia una serie di risposte adattative che producono quadri totalmente diversi per i quali sono necessari modelli interpretativi diversificati.
L’esposizione a piccole quantità non determina segni e sintomi immediatamente riconducibili alla presenza dell’elemento, bensì causa lievi, ma significative perturbazioni delle funzioni fisiologiche.
I quadri clinici sono polimorfi secondo variabili proprie dell’ospite piuttosto che in diretta relazione alle caratteristiche intrinseche del metallo presente e/o alla sua prevalente localizzazione.
I sintomi sono aspecifici poichè tutti i distretti e tutte le funzioni possono essere interessati. E’ proprio l’aspecificità dei sintomi a costituire la peculiarità del quadro in oggetto.

Attualmente sono messi in relazione all’intossicazione da metalli pesanti quadri clinici particolari caratterizzati dalla presenza di numerosi segni e sintomi clinici aspecifici che realizzano stati di sofferenza che comportano notevole riduzione della qualità di vita non riconducibili a quadri clinici definiti.
Tra questi assumono tipicità due particolari complessi sindromici:
la Sensibilità Chimica Multipla (Multiple ChemicalSensibility) e
la Sindrome da Stanchezza Cronica (Chronic Fatigue Syndrome)
.
Lo studio delle intossicazioni croniche da metalli pesanti senza adeguata valutazione porta a conclusioni fuorvianti e inevitabilmente al non corretto inquadramento della malattia.

Bibliografia: 1. Bjorkman L., Lind B. – Factors influencing mercury evaporation rate from dental amalgam fillings. Scand J Dent Res; 1992. 100(6): 354- 360./2. Svare C.W., Peterson L. et Al. – The effect of dental amalgams on mercury levels in expired air. J Dent Res; 60:1668-71./3. Klaassen C.D. – Pharmacokinetics in metal toxicity. Fund Appl Toxicol; 1981. 353-7 (R45)./4. Abraham J.E., Svalre C.W., Frank C.W. – The effect of dental amalgam restorations on blood mercury levels. J Dent Res; 1984. 63: 71-3. /5. Schulte A., Stoll R. et Al. – Urinary Mercury Concentrations in Children with and without Amalgam Restorations. J Dent Res; 1994. 73 (4): 980./6. Piotrowski J.K., Trojanowska B., Mogilnicka E.M. – Excretion kinetics and variability of urinary mercury in workers exposed to mercury vapour. Int Arch Occup Environm Hlth; 1975. 245- 56 (J8)./7. Nylander M., Friberg L., Birger L. – Mercury concentrations in the human brain and kidneys in relation to exposure from dental amalgam fillings. Swed Dent J; 1987. 11: 79-187. /8. Nylander M., Friberg L., Eggleson D., Bjorkman L. – Mercury accumulation in tissue of dental staff and controls in relation to exposure. Swed Dent J; 1989. 13: 235-243. /9. Langworth S., Kolbeck K.-G., Akesson A. – Mercury exposure from dental fillings II. Release and absorption. Swed Dent J; 1988. 12: 71-2. 

Chiudi il menu