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rimozione amalgama dentale

amalgama dentale infiltrata
amalgama dentale da rimuovere
intarsio finito
amalgama dentale rimossa mediante esecuzione di intarsio

RIMUOVERE LE AMALGAME DENTALI: SÌ O NO? …COME???

A fronte della riconosciuta tossicità del mercurio presente nelle otturazioni in amalgama, si è concordi sulla necessità assoluta di rimuoverle definitivamente, sostituendole con materiali biocompatibili ed estetici.

Il processo di rimozione delle amalgame in odontoiatria, però, deve avvenire secondo precise misure di sicurezza che garantiscano un’eliminazione sicura per il paziente.

Durante l’eliminazione dell’otturazione in amalgama, infatti, vi è una forte dissolvenza di microparticelle di mercurio, che possono essere ingerite o inspirate. Di conseguenza diventa necessario effettuare la rimozione attraverso misure specializzate ed un protocollo definito di “Rimozione Protetta”, che riduca al minimo tale esposizione e permetta di controllare la diffusione del mercurio.

La pericolosità potenziale di questa delicata pratica di rimozione, risiede nell’elevata possibilità di creare uno stato di intossicazione acuta da mercurio (dovuta alla massiccia liberazione durante la fresature delle amalgame) che si va ad addizionare ad un’intossicazione pregressa e cronica, già in atto nel paziente.

Il professionista che esegue la rimozione delle otturazioni di amalgama dentali, conosce bene il rischio a cui espone se stesso e il paziente.

Ecco perché deve procedere secondo passaggi obbligati e necessari, seguendo un protocollo preciso.

  • In primis, vi è la necessità di un’aspirazione efficiente e continua, che permetta di impedire al massimo l’accumulo di mercurio residuo nell’organismo. Si usano per questo fine due aspiratori a forte capacità messi estremamente vicino all’amalgama da rimuovere, per aspirare ed allontanare immediatamente i vapori ed i trucioli dalla bocca appena rimossi. Per migliorare la sicurezza durante la rimozione delle amalgame odontoiatriche, si può utilizzare un’apparecchiatura che determina un’aspirazione forzata dei residui di mercurio. Si tratta di un dispositivo di plastica morbida che, applicato all’aspiratore chirurgico nelle vicinanze della diga, crea quasi un sottovuoto.
  • Accanto a questo, fondamentale risulta l’uso della diga di lattice pesante, completamente impermeabile,  che va ad isolare il dente da trattare dagli altri e dalla bocca, creando una sorta di impedimento meccanico alla diffusione del mercurio.
  • L’otturazione va eliminata non rompendola in vari pezzi ma cercando di rimuoverla integralmente attuando una tecnica che viene definita come “enucleazione”.
  • Al fine di ridurre al minimo l’inquinamento del campo, durante tutta la procedura sarà importante mantenere costanti ed elevate le potenze di aspirazione, irrigazione e raffreddamento ad acqua, per poi effettuare un abbondante risciacquo con acqua, prima dell’eliminazione definitiva della cannula di aspirazione.
  • Poiché le particelle di mercurio liberate durante il lavoro possono velocemente raggiungere gli occhi e quindi il sistema nervoso centrale, il paziente viene protetto con dei panni sugli occhi che fungono da ulteriore barriera.
  • Altrettanta attenzione va posta all’inspirazione delle microparticelle di mercurio che, dai nervi olfattivi e dai polmoni, possono raggiungere velocemente le vie nervose centrali. Il medico deve utilizzare una mascherina protettiva, mentre al paziente viene protetto anche il naso tramite una mascherina nasale.
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